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Frecciarossa: Milano-Roma in 3 ore 2 novembre 2009 at 13:39

Freccia RossaNovità interessanti per aziende e lavoratori che devono viaggiare spesso e usufruiscono dei servizi di Trenitalia su tratte medio-lunghe.

Dal 13 dicembre prossimo, in 2 ore e 59 minuti, si potrà su rotaia raggiungere la capitale dalla stazione Centrale.

A seguito dell’apertura del tratto compreso tra Bologna e Firenze, la soglia delle 3 ore è stata abbattuta, soglia che diverrà ancora più ridotta se considereremo come partenza Milano Rogoredo ed arrivo Roma Tiburtina in 2 ore e 45 minuti.

Il tratto inaugurato consentirà a questo punto di avere un collegamento unico da Napoli a Torino in alta velocità.

Con uno strascico di lunghi contenziosi, l’opera dell’alta velocità, comincia a prendere una forma consistente, rinnovando ed arricchendo il servizio ferroviario, in conformità di standard qualitativi più elevati.

Sul fronte dei prezzi, in occasione del lancio dei nuovi servizi e fino al 28 febbraio, si potranno acquistare 100mila biglietti al mese per la seconda classe su tutte le tratte a 48 euro, mentre sulla Milano-Torino due persone potranno viaggiare al prezzo di una (15mila posti disponibili al mese).

Diventano tre le categorie di biglietto: biglietto Flessibile, biglietto Base e Promo.

Quest’ultimo permetterà ai clienti in grado di programmare per tempo il proprio viaggio di risparmiare il 15 o il 30% rispetto al prezzo base, a seconda dell’anticipo con cui si prenota (7 o 15 giorni).
I biglietti Promo in vendita saranno circa 350mila al mese, 200mila dei quali riservati a Frecciarossa e Frecciargento e l’offerta, da promozionale e limitata quindi nel tempo, diventa standard.

Il biglietto Flessibile, leggermente più caro di quello Base, comporterà cambi gratuiti e illimitati e rimborso integrale in caso di rinuncia al viaggio.
Le andate e ritorno in giornata costeranno 149 euro in prima e 99 euro in seconda classe e saranno posti in vendita carnet elettronici con 10 biglietti al prezzo di 8.

Per quanto riguarda i servizi a bordo, dalla primavera prossima inoltre, è stato assicurato l’ottimizzazione del servizio Internet e di telefonia a bordo con la copertura completa dei collegamenti Internet e voce.
Entro il 2011 i servizi saranno estesi all’intero percorso alta velocità da Torino a Salerno.

Super Google or Fear of Google? 29 ottobre 2009 at 11:43

Controllo dati e telefonini: i nuovi timori di governi e imprese per la PRIVACY…..

Google

F.O.G. «Fear Of Goo­gle ». Il timore che l’azienda di Moun­tain View possa diventare un «mono­polista della conoscenza» difficile da scalfire e con un’incredibile forza di penetrazione nelle vite della gente è ormai talmente diffuso che un paio d’anni fa, per evocare le paure susci­tate da Google, è stato addirittura co­niato un acronimo.

Preoccupazioni che avevano cominciato a prendere forma fin dal 2004, quando l’azienda fondata da Larry Page e Sergey Brin cominciò ad assumere la forma di una corazzata dell’«information tech­nology ». Che fin dall’inizio non na­scose l’ambizione — allora conside­rata un po’ «naive» — di «organizza­re tutta la conoscenza del mondo». Quelle paure, oggi meno citate di qualche anno fa dalla stampa, sono sempre più diffuse e radicate a livel­lo di governi e nelle grandi imprese: la crescita tumultuosa di Google e lo sviluppo di tecnologie potentissime e ubique, capaci di radiografare gli angoli più remoti della realtà, hanno — infatti — nel frattempo moltipli­cato le aree «sensibili». Non si tratta più solo del controllo dei due terzi del mercato mondiale della ricerca di dati e informazioni o del sistema di posta G-mail che scruta elettroni­camente ogni messaggio e invia avvi­si pubblicitari personalizzati all’uten­te «spiato».

Le incognite del futuro riguardano anche nuove aree come le comunicazioni telefoniche nelle quali Google sta entrando con la piat­taforma Android e i sistemi Google Voice e Google Wave. Certo, oggi i business prevalenti sono ancora quelli legati agli 800 mi­lioni di computer quotidianamente attivati in tutto il mondo. Qui, colle­gando i suoi vari sistemi — dalla «bi­blioteca universale» a Google News, dagli archivi sanitari «on line», ai vi­deo di YouTube — il gigante della Si­licon Valley è teoricamente in grado di costruire una sterminata mappa di profili personali sempre più artico­lati e penetranti: non più soltanto co­sa consumi (gli acquisti online, gli annunci pubblicitari realmente con­sultati) e dove vai (prenotazioni di voli, treni, alberghi, concerti o tea­tri), ma anche dove sei in questo mo­mento (dal sistema di localizzazione «Latitude» al nuovo servizio stradale basato su tecnolo­gia satellitare Goo­gle Maps Naviga­tion lanciato pro­prio ieri negli Usa). E poi, anco­ra, come stai (dati sulla salute), qual è il tuo presumibi­le orientamento politico e cosa leg­gi ( consultazione di siti d’informa­zione online, accessi alla «biblioteca universale», acquisto di libri digita­li). La società californiana si difende negando di comportarsi da monopo­­lista e sostenendo di aver sempre ri­spettato il motto dei suoi fondatori: «Don’t be evil», non fare mai del ma­le. Ma davanti all’infinita potenza tecnologica di Google, alla concen­trazione delle sue strutture in un so­lo Paese (gli Stati Uniti), la capacità di quest’azienda di far evaporare i «business model» di interi settori produttivi (dai giornali, sempre più in crisi, alle tv, le cui fondamenta vengono erose dalla crescita espo­nenziale di YouTube) e di trasforma­re con un «click» la «privacy» dei cit­tadini in un «optional», il problema non può essere ridotto alla buona fe­de dei fondatori e di Eric Schmidt. Anche se si ha fiducia nel vertice at­tuale di Google, nessuno può garan­tire per il futuro. E, come abbiamo vi­sto nel caso delle banche «too big to fail» (troppo grosse per essere lascia­te fallire), certi problemi è meglio af­frontarli per tempo. Ma, probabilmente, non è nemme­no questo il punto.

La questione ve­ra è che l’accelerazione dello svilup­po tecnologico di Google sta crean­do scenari economici, sociali e an­che giuridici mai immaginati prima: problemi che pochi percepiscono e nessuno sembra in grado di affronta­re. Basta pensare a quello che sta per accadere nel mondo dei telefoni do­ve sono già attivi 3 miliardi di cellu­lari e, soprattutto, 600 milioni di «smart-phone», capaci di collegarsi a Internet. Per questi apparecchi Go­ogle ha sviluppato la piattaforma An­droid e, in primavera, ha lanciato in via sperimentale il servizio telefoni­co via web Google Voice e Google Wave: un sistema che registra e ar­chivia tutte le comunicazioni di un utente che vengono trasformate in byte e che viaggiano (gratis) su Inter­net, anziché sulle normali linee tele­foniche. Chiamate che possono sem­pre essere riascoltate o aggregate con altre comunicazioni per nomi o per argomenti. Quando questo sistema sarà pie­namente operativo, l’utente america­no (in Europa i problemi regolamen­tari sono più complessi) che dà carta bianca a Google pur di risparmiare sulla bolletta, non saprà più nemme­no lui quali delle sue telefonate sono passate per i normali canali di tlc (che registrano la chiamata ma non il contenuto della conversazione) e quali, invece, sono state dirottate au­tomaticamente su Internet perché il «software» di Google ha individuato in quel momento una connessio­ne- dati affidabile.

Proviamo solo a immaginare co­sa, un domani, tutto ciò potrà signifi­care per le indagini disposte dall’au­torità giudiziaria: delle chiamate fat­te via Internet la società telefonica le­gata contrattualmente a quel telefo­nino non saprà nulla. Quella telefo­nata sarà stata integralmente regi­strata, ma si troverà in un «server» lontano, probabilmente negli Usa. Casi come questo si moltipliche­ranno man mano che la convenienza economica spingerà individui e im­prese a trasferire dati e «file» dai computer domestici e aziendali alle cosiddette «nuvole»: giganteschi «depositi di megabyte» offerti da operatori come Google. Il «cloud computing» è il nostro futuro: se ne è convinto anche il governo Usa che si sta già preparando. Hanno comin­ciato ad accettare questa realtà, sia pure con scarso entusiasmo, anche aziende come Microsoft e Yahoo! Ma le domande principali rimangono senza risposta. Chi sarà il re delle nu­vole? E chi lo controllerà?

Link utili per imprese,cittadini e liberi professionisti. 27 ottobre 2009 at 17:05

Di seguito un elenco con alcuni link utili sul web per i cittadini, le imprese e i liberi professionisti.

Un modo rapido, concreto ed efficace per avvicinare le piccole imprese e i cittadini ai servizi offerti dalla Regione, la Provincia, il Comune.

http://www.agenziaentrate.it

Agenzia delle Entrate

http://www.finanze.it

Ministero dell’Economia e delle Finanze

http://www.aci.it

Automobil Club Italia

http://www.ancitel.it

Rete Telematica dei Comuni d’Italia

http://www.comuni.it

Comuni d’Italia

http://www.upinet.it

Unione delle Province d’Italia

http://www.regioni.it

Conferenza dei Presidenti delle Regioni e delle Province Autonome

http://www.camcom.it

Camere di Commercio

http://www.parlamento.it

Parlamento Italiano

http://www.governo.it

Governo Italiano

http://www.cnel.it

Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro

http://www.giustizia-amministrativa.it

Consiglio di Stato – Tribunali Amministrativi Regionali

http://www.corteconti.it

Corte dei Conti

http://www.provincia.rimini.it/

Provincia di Rimini

www.comune.riccione.rn.it/

Comune di Riccione


http://www.polorimini.unibo.it/Polo+Rimini/default.htm

Università di Bologna – Polo di Rimini

http://www.crcitalia.it/rete_crc/emilia_romagna/

CRC Emilia-Romagna

http://www.anci.emilia-romagna.it/default.aspx

ANCI Emilia Romagna

http://www.ausl.rn.it/

Azienda USL di Rimini
http://www.arpa.emr.it/

Arpa Emilia Romagna

http://www.regione.emilia-romagna.it/

Regione Emilia-Romagna